ANTIFASCISMO; lo sconosciuto che riempie le bocche!

                         Foto tratta da "Il Foglio"


La neo-eletta segretaria del PD Elena Ethel Schlein – che apprendo essere di origini ucraino-aschenazite per parte di padre (da tag 24.it e corriere.it) – sfilerà a Firenze sabato 4 marzo con Giuseppe Conte, CGIL, CISL e UIL in una parata "antifascista", chiamando tutti (anche cani e porci, desumo), a difesa della Scuola e della Costituzione. Sarà che si è appena concluso il periodo carnascialesco, ma al sentire l'accostamento ardito, come i colori nel costume di Arlecchino, di antifascismo e Costituzione ai nomi di Conte, Schlein e confederazione sindacale, strabuzzo gli occhi e mi sorge il sospetto di aver capito male. No; controllo su internet ed è così.

      È bastata una scaramuccia tra opposte fazioni politiche davanti a una scuola fiorentina ed ecco che, studenti prima e politicanti poi, si sono mossi come mosche su... su un bel fiore. Riguardo ai secondi, devo dire che non ho mai visto un "avvocato del popolo" battersi perché ai propri assistiti venissero tolti dei diritti costituzionalmente sanciti, anziché garantirli. E non mi scorderò mai quando Landini, tagliando corto sul ricatto "vaccinale" ai dipendenti, sentenziò che la scelta per loro c'era. Certo, una scelta al pari di "O la borsa o la vita", da parafrasare in questo caso "Se vuoi la borsa per campare, metti a rischio la vita (con un parafarmaco sperimentale)". Ovviamente, tutti zitti e concordi anche gli altri due confederati. E la Schlein, lo devo ricordare? Durante la pandemia era vice di Bonaccini, in corsa con lei alle primarie; ci rammentiamo di Bonaccini? Come si dice in Toscana, "tra il rotto e lo strappato...". Poi ci sono gli studenti che, tra "dad", restrizioni incostituzionali varie e ricatti sierologici per scuola, sport, trasporti e tempo libero (mancava la masturbazione!), da bravi resilienti, non hanno nemmeno alzato un dito per interrogare i responsabili sulla liceità di certe misure. Tutto questo, merita sottolinearlo, mentre vedevamo (non certo in tv) cosa stava succedendo in Canada, Austria, Australia, e mentre ci si apprestava ad allestire dei campi per "sfollati" in ogni regione dello Stivale per politiche in stile... australiano (diciamo così)!

    Ebbene, in tutto questo, gli studenti, oggi così sensibili alle esternazioni fasciste di qualche facinoroso, non hanno avuto il benché minimo sentore di nazismo. Già, i giovani, notoriamente fulcro e speranza di ogni società che aspiri a strappare le pastoie dell'illiberalità nelle quali, di tanto in tanto, si ritrovano strozzate le migliori democrazie, si sono apparentemente riscossi dal loro profondo torpore al sentire un nome della nomenclatura di destra alla Presidenza del Consiglio. In un periodo in cui si paragona spesso il popolo alla rana bollita di Chomsky, tornano in mente gli esperimenti di Galvani, non potendo ignorare la similitudine di questi tardivi e scomposti sussulti giovanili agli spasmi di una pelobata ormai morta, riflesso solo di uno stimolo elettrico meccanicamente indotto.

  L'antifascismo, per il quale questi coscienziosi sembrano accalorarsi tanto, somiglia a un panino imbottito di nulla, una parola vuota riempita di stereotipi. Dov'era la loro volontà mentre i loro corpi e le loro menti ubbidivano docili a regole illogiche e neo-naziste?  Chi di loro ha sfilato e protestato per i compagni sospesi, o quelli morti improvvisamente e "inspiegabilmente", così come gli insegnanti stroncati a scuola da strani malori? Chi di loro ha scioperato o sfilato pretendendo dallo Stato una risposta (che specifiche autopsie potrebbero fornire)  per la morte di un compagno o di un amico? Anche dagli insegnanti, assopiti come i loro allievi, non pervengono segni vitali.

      Tutti batraci muscolarmente attivi, ma morti, che presenzieranno al primo appuntamento, quello della sfilata antifascista e poi, dall'8 al 10 marzo, si recheranno a "Didacta" la fiera della Scuola alla Fortezza da Basso. Qui sarà un tripudio di tecniche aziendali e commerciali con le quali si plasma la mente degli studenti, tra metaverso ed esercizi come il "debate" e la "gamification" (leggasi e dicasi "ludicizzazione"), con qualche contributo vergognosamente contraddittorio, come "la tutela dei diritti dei minorenni nello sport" e "ipotesi di percorso per recuperare manualità fine e capacità di scrittura": peccato che il problema della manualità sia direttamente collegato alla capacità critica e mnemonica dei ragazzi! Insomma ricette fenomenali per anuri bolliti per benino, futuri adulti ignoranti, virtualizzati e morbosamente alienati anche nella sessualità: soggetti psichiatrici.

      Ma, lo dicevo all'inizio, siamo in un periodo post-carnevalesco, e voglio pensare che la sfilata antifascista sia solo una parata tardiva di rane apparentemente vive che reclamano una loro visibilità, come si addice ad un individuo pienamente inserito in una "società dello spettacolo", di debordiana memoria. Non importa che indossino una maschera, basta vederli lì per capire la farsa, l'assurdo, la contraddizione. Forse perché uso ancora la penna e credo nella capacità dell'uomo di evolversi con i libri, la fatica, un po' di dolore e le cose concrete. Forse perché ho avuto un prozio apprezzato sindaco nel dopoguerra che di questo antifascismo avrebbe riso o, credo più facilmente, si sarebbe responsabilmente indignato. 

S.L.

 

Commenti

  1. Anonimo3 marzo 2023 alle ore 00:53
    Chiunque creda ancora a questi personaggi-burattini dal valore morale inferiore allo 0, vuol dire che è ancora saldamente radicato in profondità nello stato onirico. Sta a noi, anche con questo bell'articolo, arare nuovamente il terreno pue una nuova e più sincera coltura.
    Marco Masini

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    1. Grazie Marco, concordiamo perfettamente col tuo pensiero.

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