IL CANDIDATO CHE "VINSE" DA PERDENTE
NEI NUMERI TUTTA LA DISFATTA DI GIANI, colui che vinse da perdente:
Posso capire che qualcuno non disdegnerebbe la reintroduzione del reato d'opinione, ma siccome la matematica un'opinione non lo è, andiamo a vedere un po' di numeri (e pazienza se a qualcuno passerà la voglia di festeggiare): il PD, rispetto al 2020, perde 125.803 elettori e passa da 563.166 a 437.313 fedeli (-22,34%); la coalizione capeggiata da Giani, scendendo da quota 864.310 a 752.484 accusa una perdita secca di 111.826 votanti (pari al 12,94%) ma, considerando che nel 2020 il fu-M5S correva per conto suo, la perdita dell'accozzaglia a meri fini elettorali ammonta in realtà a 225.662 preferenze, retrocedendo dalle 978.146 del 2020 alle attuali, appunto, 752.484 (-23,07%).
Tralasciando il confronto con l'elezione scorsa, il PD a questo giro raccatta 437.313 preferenze su 3.007.106 aventi diritto al voto, equivalente al 14,54% (e stiamo parlando della Toscana, regione il cui il PD è religione!); buttando l'occhio invece sui numeri della colazione, i 752.484 voti raccolti, sempre in rapporto agli aventi diritto, corrisponde al 25,02% (a malapena un elettore toscano su 4 ha fiducia in Giani).
Per finire: sempre a fronte dei 3.007.106 aventi diritto, i voti riconosciuti validi ammontano complessivamente a 1.395.547, ovvero al 46,41%... e questo vuol dire che se Forza del Popolo non fosse stata esclusa, potenzialmente avrebbe potuto governare col consenso 53,59% degli elettori.
E sticazzi ce lo vogliamo mettere?

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