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LA VENDEMMIA (papero in umido)

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  di Roberto Giorgetti PROLOGO Un punto su una superficie piana è individuato da due coordinate: le ascisse e le ordinate. Qualora la superficie fosse "geografica", le coordinate prenderebbero il nome di latitudine e longitudine; se invece il punto è una storia dentro di te, a renderla inconfondibile saranno il tempo e il luogo. Il mio tempo, o meglio, quello della mia ricetta, risale a quando i rapporti umani contavano più degli interessi e il piacere dello stare insieme contava più dell’avidità. All’epoca, saranno stati la metà degli anni ‘Settanta , una grande famiglia allargata era capace di rendere fruttifera una comproprietà che oggi riuscirebbe solo a contendersi, regalando momenti di piacere indimenticabili a interi formicai di avvocati. Il luogo è un podere adagiato su uno qualsiasi dei declivi dolci che modellano le colline del Chianti Fiorentino, rigorosamente esposto a “solatio” (altrimenti io non gioco e la ricetta ve la scrivete da soli). LA VENDEMMIA I...

UN MONDO DI PACE (polenta e cavolo nero)

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di Roberto Giorgetti da "COME LE FRAGOLE A PRIMAVERA", antologia di ricette arricchite ideata e curata dalla professoressa Liliana Bruchi  D ove la salita si fa più ripida, le ruote della mia utilitaria cercano appigli nascosti raspando nella ghiaia; in altri punti, dove la mulattiera solca i pianori, fracassano le pozzanghere ghiacciate. Definirla casa sarebbe una sopravvalutazione linguistica. La casupola, questo credo sia il termine giusto, è la risultanza di piccoli volumi in pietra e legno accostati secondo schemi di geometria elementare. Il quadro d’insieme, comprensivo di tutta la piccola radura affacciata sulla valle e il fumo che si divincola lento dal camino, mi dà la sensazione di essere sfociato dentro una favola e, invece di pochi ettari di bosco, mi sembra di avere attraversato la terra di nessuno fra la realtà e il mondo della pace. Prima di scendere dalla macchina mi prendo una pausa di acclimatazione e di riflessione. L’ultima volta che ci siamo visti, lei...

L'IRAN E L'OCCIDENTE (di Fabrizio Bencini)

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  Di fronte all' oscena manipolazione delle informazioni dei media sugli avvenimenti iraniani, non si può tacere. Che in quel Paese ci sia un forte malcontento per la situazione economica, che ha dato origine a imponenti manifestazioni popolari, è un dato di fatto. Altra cosa è il totale stravolgimento della realtà da parte dei media nazionali e occidentali. La prima cosa che un analista serio dovrebbe evidenziare, sono le sanzioni qurantennali che hanno strangolato l'economia e che sono all' origine di tutti i problemi. Proprio in questi giorni il commissario UE Borrell ha annunciato l'ennesimo pacchetto, che ovviamente peggiorerà ancor più le condizioni di vita degli iraniani, nella speranza che servano a dare il colpo di grazie alla Repubblica islamica. Questo dimostra l' ipocrisia di chi afferma di stare dalla parte del popolo iraniano. Ipocrisia e malafede di chi non menziona il ruolo nelle rivolte dei curdi e dell' Isis khorasan, che sgozzano i poliziotti...

ALLA FAMIGLIA NEL BOSCO di Fabrizio Bencini

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Alla "famiglia nel bosco" sono stati dati tantissimi attestati di solidarietà, perché per fortuna c'è ancora chi ha un briciolo di umanità e ovviamente mi associo; non posso aggiungere altro. Mi interessa invece mettere l'accento sull'aspetto politico della vicenda, che ci permette di capire le ragioni di fondo di quel che sta succedendo. Nella nostra società di classe, governata da un governo fascista, il dissenso è vietato. Se manifesti pacificamente per il diritto al lavoro o per solidarietà a un popolo oggetto di genocidio, vieni manganellato e arrestato. Apparentemente, parrebbe non è esserci legame con la famiglia di Nathan e Catherine. Non è così. Giustamente, dal loro punto di vista, gli organi del potere vedono in essa un pericoloso esempio di libertà, di ribellione alle convenzioni e questo non può essere tollerato, anche se questa famiglia non spacca le vetrine e non ammazza nessuno. Se invece appartieni alla ricca borghesia, la magistrat...

ACQUA: COSA PUBBLICA O COSA LORO?

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All’indomani del referendum che ha chiamato gli amici empolesi a esprimersi sul progetto di privatizzazione dei servizi essenziali – stiamo parlando di acqua , rifiuti ed energia – è necessaria qualche considerazione. Assodato che giuridicamente il referendum di Empoli non produrrà alcun effetto, politicamente parlando accadrà altrettanto? Cominciamo col prendere in esame alcuni numeri: sui circa 43.160 abitanti aventi diritto al voto, si sono presentati alle urne in 12.292 (affluenza pari al 28,48%) esprimendo una contrarietà al percorso intrapreso dall’Amministrazione quasi plebiscitaria . Infatti, gli 11.875 “ SI’ ” all’abrogazione della Delibera n. 93 del Consiglio Comunale di Empoli del 18 ottobre 2022, costituiscono la rocciosa espressione di ben il 96,61% dei partecipanti; quasi inesistente l’argine a protezione delle scelte politiche, fermatosi all’irrisoria quota di 371 unità corrispondente al 3,02% dei voti validi. Irrilevanti, se non per i puristi della matematica che ...

SONO STANCO

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  SONO STANCO ... … un famoso scrittore diceva che sai di aver trovato la parola giusta solo quando non puoi più sostituirla con nessun altra, e io ho trovato finalmente le due parole giuste per esprimere il mio stato d'animo: SONO STANCO ! SONO STANCO di vedere i nostri quartieri sempre più sporchi... ... SONO STANCO di vedere le nostre vie sempre più agghindate, a seconda del giorno della settimana, con bidoncini e sacchetti colorati che a volte, nelle zone a più alta densità abitativa, oltre a richiamare al pensiero la cosmesi di certe prostitute di bassa lega, rendono impercorribili i marciapiedi con tutto ciò che ne comporta… … e SONO STANCO delle coincidenze, dunque del fatto che ciò accada , come dire … corrispettivamente , ecco un'altra parola giusta... che ciò accada cor-ris-pet-ti-va-men - te al cambiamento dei metodi di raccolta dei rifiuti e a quelli di calcolo della relativa tariffa. Certo, sono d'accordo, potrebbe trattarsi di un fottutissismo ...

IL CANDIDATO CHE "VINSE" DA PERDENTE

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NEI NUMERI TUTTA LA DISFATTA DI GIANI , colui che vinse da perdente: Posso capire che qualcuno non disdegnerebbe la reintroduzione del reato d'opinione, ma siccome la matematica un'opinione non lo è, andiamo a vedere un po' di numeri (e pazienza se a qualcuno passerà la voglia di festeggiare): il PD , rispetto al 2020, perde 125.803 elettori e passa da 563.166 a 437.313 fedeli ( -22,34% ); la coalizione capeggiata da Giani , scendendo da quota 864.310 a 752.484 accusa una perdita secca di 111.826 votanti (pari al 12,94%) ma, considerando che nel 2020 il fu-M5S correva per conto suo, la perdita dell'accozzaglia a meri fini elettorali ammonta in realtà a 225.662 preferenze, retrocedendo dalle 978.146 del 2020 alle attuali, appunto, 752.484 ( -23,07% ).  Tralasciando il confronto con l'elezione scorsa, il PD a questo giro raccatta 437.313 preferenze su 3.007.106 aventi diritto al voto, equivalente al 14,54% (e stiamo parlando della Toscana, regione il cui il PD è rel...