L'ULTIMA PROMESSA di Enrico Anichini - recensione
Dovessi descrivere L'ULTIMA PROMESSA con due sole parole, un sostantivo e un aggettivo, almeno dal punto di vista di chi per hobby perde tempo a scrivere recensioni che nessuno leggerà, lo definirei "parete liscia". La stesura di un romanzo presuppone dei canoni sia per quanto riguarda i ritmi narrativi (incipit, collocazione nella trama delle nozioni necessarie, salita fino al climax e discesa alle conclusioni, epilogo), sia per quanto riguarda la costruzione tridimensionale e familiarizzazione con i personaggi. Insieme alla morale dichiarata e agli occulti spunti di riflessione lasciati all'interpretazione soggettiva del lettore, i canoni di cui sopra costituiscono le regole che nessuno (per fortuna) ha mai scolpito su una pietra, cosicché ad ogni autore è lasciato il libero arbitro di conoscerle per rispettarle oppure conoscerle per infrangerle; disconoscerle non è ammesso! La violazione di anche solo una di quelle regole - solitamente ma non è una regola (m...