LA GIORGIA NAZIONALE (di Fabrizio Bencini)

 


Com’era prevedibile, anche per il Governo Meloni nodi sempre più importanti vengono al pettine, soprattutto il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). 

La presidente del Consiglio ha affermato, in un recente passato, con toni decisi che mai avrebbe aderito a quest’organizzazione, figlia della crisi del 2008/2009. Attualmente, la premier sta temporeggiando, ma quasi certamente finirà per mettere l’Italia in mano agli strozzini della UE e, in ultima analisi, della troika facendoci fare la fine della Grecia. Questo magari facendolo passare come piccola concessione in cambio di modifiche al Pnrr.  

La verità è che Giorgia Meloni e il suo Governo non hanno alcuna autonomia decisionale e sono, proprio come i Governi precedenti, delle semplici pedine manovrate dai poteri forti di Washington e di Bruxelles. La leader che viene dalla Garbatella infinite volte ha dichiarato di essere una patriota; purtroppo i fatti ci dicono l’esatto contrario. Come i suoi predecessori, è del tutto supina alle decisioni prese dalla Casa Bianca e dalla NATO, come dimostra l’arrivo nel nostro Paese delle bombe nucleari di ultima generazione, le famigerate B61-12, che sostituiranno le attuali B61. In Parlamento, nel quale siedono evidentemente dei burattini privi di autonomia e dignità, non si discute minimamente di una decisione gravissima per le sorti dell’Italia; possibile che nessuno di questi signori non abbia nulla da obiettare? C’è da scommettere che nemmeno il Governo sa di quanto questi micidiali ordigni nucleari aumenteranno il rischio di distruzione del fu Bel Paese. Anche nella società civile quasi tutto tace, proprio nel momento in cui l’escalation bellica subisce una fortissima accelerazione. Gli USA e i Paesi NATO stanno incrementando i fondi e le armi da destinare al fantoccio Zelensky, spingendo sempre più verso un allargamento e una radicalizzazione della guerra. Nonostante tutto questo, né l’associazionismo democratico né alcuna formazione nata dall’opposizione alla tragicommedia pandemica, organizza non dico manifestazioni oceaniche ma nemmeno incontri pubblici per fare sapere alla gente quel che sta succedendo e che i media mainstream nascondono accuratamente. 

Intanto, il programma del Grande Reset va avanti, anche con questioni con cui Giorgia Meloni dovrà fare i conti; mi riferisco alla direttiva sulle cosiddette “case green”, che renderebbe obbligatorie per oltre due terzi del patrimonio edilizio italiano delle ristrutturazioni costosissime in nome dell’efficienza energetica. Ciò rientra nell’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 per arrivare a zero emissioni entro il 2050. Questo obiettivo è parte integrante del grande piano della Green Economy del WEF, che vorrebbe imporci di mangiare insetti e carne sintetica (prodotta da Bill Gates). Infine (si fa per dire), il Governo Meloni dovrà occuparsi anche dell’etichettatura del vino come prodotto dannoso per salute, al pari delle sigarette. Anche questo va in direzione della distruzione delle aziende italiane ed europee in generale e, in particolare, di quelle che fanno prodotti di qualità. 

La Giorgia nazionale subirà il MES, le “case green “ e l’etichettatura dei vini in cambio dei trenta denari a strozzo dell’Unione Europea? Si accettano scommesse.

 

Fabrizio Bencini

 


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