RAGIONARE COME PARLARE
Da
noi, in Toscana, si usa il termine “ragionare” per dire “parlare”.
Evidentemente, il toscano dà per scontato che, per parlare, si debba usare la ratio, ovvero si debba prima aver proceduto ad un collaudo delle
capacità cognitive, una sorta di accensione delle cellule neuronali, e
successivamente si provveda al loro collegamento con l’apparato vocale. Ho
detto che il toscano lo dà per scontato, ma sarebbe più corretto affermare che lo dava per assodato, dal momento che termini, espressioni e
modi di dire si sono strutturati in tempi assai lontani. E in effetti, per
quanto a Firenze ci siano sempre stati dei bischeri (e la parola in questo caso deve la sua
origine proprio ad una famiglia fiorentina, quella dei Bischeri, appunto), e
degli inveleniti (ma tipi come il Savonarola non vennero certo a caso, con
tutte le robe che da Firenze dovevano sparire dopo il 1492 e dopo I Medici… ma
questa è un’altra storia), la media del pensiero si può dire che sia stata
sempre abbastanza alta, vedendo i nomi consegnatici dalla Storia, specie sotto
la sopracitata Signoria, e lo spiritaccio critico dei fiorentini divenuto perfino
proverbiale. Ecco, sì, un tempo si “ragionava”, forse…

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