CRESCERE di (e con) CONSAPEVOLEZZA
In virtù dell'impegno profuso e dei frutti
raccolti, in termini di attenzione e partecipazione di pubblico, abbiamo
ricevuto precise sollecitazioni ad ampliare il nostro raggio d'azione verso
ulteriori iniziative, come altre proiezioni e conferenze.
Intanto, col documentario di Martina
Pastorelli del 21 aprile abbiamo proficuamente ripercorso le tappe e il senso
della proclamata "pandemia".
Ora, la conferenza, in una sorta di continuità argomentativa verterà, come
richiesto, sulla Consapevolezza. Come si può leggere dalla locandina,
sarà invitato a parlarne un animato e preparato parterre. Possiamo anticipare una riflessione, che si
applica al nostro stesso impegno.
Posto che una certa percentuale di gente, che
non ha ben capito cosa stia realmente accadendo dal 2020, continuerà a
preferire una supponente e arroccata ignoranza, vi è una fetta, la più consapevole
da subito, che sente l'esigenza di non fermarsi mai nel comprendere e
approfondire; infine, l'ultima porzione (circa un 40%, secondo la letteratura
sociologica), riuscirà ad unirsi ai consapevoli solo a patto che non si
smetta di proclamare la verità, ovvero se le persone come noi continueranno a
parlare, argomentare, discutere, rendendo sempre più evidente lo iato tra
quella rappresentanza vitale e curiosa,
capace di una continua evoluzione personale e più pronta alle sfide, e il
ristagno abulico dei conformisti, assuefatti a comodità e passivo assenso
(resilienza), ma in realtà assai svantaggiati, come ci dimostra l'aumento di
certe morti improvvise, anche tra i minori.
Insomma,
quando succede qualcosa di oscuro, dubitare e appurare può letteralmente
salvare la vita, la propria e non solo, giacché ognuno di noi riesce a fare
chiarezza poggiando sui dati e le somme di qualcun altro, che ha voluto a sua
volta studiare e analizzare. Non è tuttavia la cultura, nel suo senso elitario,
a detenere un potere salvifico, bensì il senso critico tout-cour, che non
necessita per forza di una buona istruzione o di una formazione specifica.
Questo è un bene, perché stratifica la presa di coscienza su tutti gli scalini
sociali, e perché dimostra che l'intelligenza non si assoggetta
all'acquisizione di un diploma o una laurea.
E voi, a quale tipologia pensate di
appartenere? La risposta è nella flessibilità del pensiero, nella presa che la
vostra coscienza riesce ad avere sulla realtà, nella forza di rinunciare ai
fideismi per la via più impervia della scoperta. Amate i dogmi o il dubbio? Le
categorie o le possibilità? Il piatto "buon senso" o lo scomodo
impegno? Siete inclini alla viltà della delazione o alla sfida coraggiosa? Fino
a che punto sapete resistere alle pressioni? Preferite piegarvi o spezzarvi?
Saperlo vi pone nella condizione di capire
quanto la vostra esistenza possa incidere sulla realtà, sulla storia, nella
coscienza altrui, e, in definitiva, quanto essa possa essere significante.
Nella conferenza analizzeremo la logica, la psicologia, la situazione geo-politica e quella economico-finanziaria; con spunti inediti e sin qui poco approfonditi, per ricondurre la trama di una realtà intricata e apparentemente contraddittoria a una coerenza di eventi e di intenti. Non sveliamo altro perché vi aspettiamo il 6 maggio, ore 17, al Circolo "L'Incontro" di Lastra a Signa.
Al termine della conferenza ci sposteremo nell'arena esterna per i saluti in convivialità con una bevuta e un piatto assortito, messi a disposizione dal circolo con un contributo di 10,00 Euro; per agevolare l'aspetto organizzativo si prega di comunicare la propria adesione al numero Whatsapp 340/9942924 (Roberto) specificando nome e numero dei partecipanti.



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