CRESCERE di (e con) CONSAPEVOLEZZA


   Il nostro gruppo è nato senza uno scopo predeterminato e senza un obiettivo preciso. Lo scopo era ed è, ora più che mai, quello di trovare unione di visione e di intenti con chi aveva visto nella psico-pandemia la farsa più grottesca e crudele che uno stato democratico avesse mai più vissuto dall'epoca in cui il Duce si metteva da un balcone, petto in fuori e mascella in avanti, a sobillare il popolo verso guerre che si sarebbero rivelate autodistruttive (ci ricorda qualcosa?), mentre già da un po' imperversava nel Paese la violenza di una divisione sociale che, (al netto di una presa di distanza dall'operato delle squadracce da parte dello stesso Mussolini), di fatto condizionava le esistenze tra paura, rabbie, sospetti ed omertà, fino alla guerra  civile (non so se anche questo accende qualche neurone a qualcuno). L'obiettivo, stante questa situazione, era ed è, anch'esso ora più che mai, quello di non tacere, e di farlo con gli strumenti migliori di cui ognuno di noi è dotato, nelle capacità di analisi e di organizzazione, nonché nella propensione al linguaggio e alla scrittura. Perché saper comunicare non serve se non si sa pensare. E il pensiero è inutile se non lo si semina.

   In virtù dell'impegno profuso e dei frutti raccolti, in termini di attenzione e partecipazione di pubblico, abbiamo ricevuto precise sollecitazioni ad ampliare il nostro raggio d'azione verso ulteriori iniziative, come altre proiezioni e conferenze.

  Intanto, col documentario di Martina Pastorelli del 21 aprile abbiamo proficuamente ripercorso le tappe e il senso della  proclamata "pandemia". Ora, la conferenza, in una sorta di continuità argomentativa verterà, come richiesto, sulla Consapevolezza. Come si può leggere dalla locandina, sarà invitato a parlarne un animato e preparato parterre.  Possiamo anticipare una riflessione, che si applica al nostro stesso impegno.

  Posto che una certa percentuale di gente, che non ha ben capito cosa stia realmente accadendo dal 2020, continuerà a preferire una supponente e arroccata ignoranza, vi è una fetta, la più consapevole da subito, che sente l'esigenza di non fermarsi mai nel comprendere e approfondire; infine, l'ultima porzione (circa un 40%, secondo la letteratura sociologica), riuscirà ad unirsi ai consapevoli solo a patto che non si smetta di proclamare la verità, ovvero se le persone come noi continueranno a parlare, argomentare, discutere, rendendo sempre più evidente lo iato tra quella  rappresentanza vitale e curiosa, capace di una continua evoluzione personale e più pronta alle sfide, e il ristagno abulico dei conformisti, assuefatti a comodità e passivo assenso (resilienza), ma in realtà assai svantaggiati, come ci dimostra l'aumento di certe morti improvvise, anche tra i minori. 

  Insomma, quando succede qualcosa di oscuro, dubitare e appurare può letteralmente salvare la vita, la propria e non solo, giacché ognuno di noi riesce a fare chiarezza poggiando sui dati e le somme di qualcun altro, che ha voluto a sua volta studiare e analizzare. Non è tuttavia la cultura, nel suo senso elitario, a detenere un potere salvifico, bensì il senso critico tout-cour, che non necessita per forza di una buona istruzione o di una formazione specifica. Questo è un bene, perché stratifica la presa di coscienza su tutti gli scalini sociali, e perché dimostra che l'intelligenza non si assoggetta all'acquisizione di un diploma o una laurea.

   E voi, a quale tipologia pensate di appartenere? La risposta è nella flessibilità del pensiero, nella presa che la vostra coscienza riesce ad avere sulla realtà, nella forza di rinunciare ai fideismi per la via più impervia della scoperta. Amate i dogmi o il dubbio? Le categorie o le possibilità? Il piatto "buon senso" o lo scomodo impegno? Siete inclini alla viltà della delazione o alla sfida coraggiosa? Fino a che punto sapete resistere alle pressioni? Preferite piegarvi o spezzarvi?

   Saperlo vi pone nella condizione di capire quanto la vostra esistenza possa incidere sulla realtà, sulla storia, nella coscienza altrui, e, in definitiva, quanto essa possa essere significante.

    Nella conferenza analizzeremo la logica, la psicologia, la situazione geo-politica e quella economico-finanziaria; con spunti inediti e sin qui poco approfonditi, per ricondurre la trama di una realtà intricata e apparentemente contraddittoria a una coerenza di eventi e di intenti. Non sveliamo altro perché vi aspettiamo il 6 maggio, ore 17, al Circolo "L'Incontro" di Lastra a Signa.



   Al termine della conferenza ci sposteremo nell'arena esterna per i saluti in convivialità con una bevuta e un piatto assortito, messi a disposizione dal circolo con un contributo di 10,00 Euro; per agevolare l'aspetto organizzativo si prega di comunicare la propria adesione al numero Whatsapp 340/9942924 (Roberto) specificando nome e numero dei partecipanti. 




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