L'ANNO CHE VERRA' (di Fabrizio Bencini)
Secondo il SIPRI di Stoccolma, Military Expenditure Database, la spesa militare mondiale nel 2022 è cresciuta del 3,7% rispetto all’anno precedente ed ammonta complessivamente a 2.240 miliardi di dollari. Il maggiore incremento lo registra l’Europa con un 13% in più rispetto al 2021. L’Italia nel 2022 ha speso 33,5 miliardi di dollari, pari a oltre 80 milioni di euro al giorno; in realtà la cifra effettiva è più alta perché alcune voci di spesa militare sono ascritte a bilanci di ministeri diversi da quello della difesa. Comunque, è previsto a breve il raggiungimento del 2% del PIL per le spese militari, in obbedienza al volere dei padroni d’oltreoceano.
Secondo l’Ukraine Suppor Trucker, a febbraio 2023 l’Italia ha elargito all’Ucraina 660 milioni di dollari in aiuti militari, 310 in aiuti finanziari e 50 in aiuti umanitari, col Parlamento che nei mesi scorsi di deciso di aumentare la spesa militare di 1,2 miliardi all’anno. In realtà, l’Osservatorio Milex (MIL.€X, l’Osservatorio sulle spese militari italiane) valuta che il costo delle armi inviate all’Ucraina ammonti a 800 milioni di euro. A causa dei costi indiretti e indiretti dovuti alla guerra, si stima che l’adesione al conflitto abbia generato per il nostro Paese costi superiori a 191,5 miliardi a noi destinati dal PNRR. Come se non bastasse, il nostro Paese intensifica la partecipazione alle sempre più massicce manovre NATO, arrivando a sequestrare buona parte della Sardegna per esercitazioni e ad inviare per la prima volta una nave da guerra in Giappone, in base ad un nuovo accordo militare col Paese del Sol Levante e la Gran Bretagna.
Tutto questo mentre l'11% degli italiani si definisce “estremamente povero” rispetto al 6% del periodo pre-pandemia, quasi il doppio in pochissimi anni! Il 63% della popolazione ha difficoltà economiche mentre Eurostat riporta che nel 2021 erano a rischio povertà 11,84 milioni di persone, il 20,1% dei connazionali, in crescita del 20% rispetto al 2020. Se si guarda non solo alle famiglie con un reddito inferiore al 60% di quello medio, ma anche a quelle che hanno problemi ad avere beni e servizi essenziali come una casa riscaldata o un pasto decente, allora le persone in difficoltà superano i 14,83 milioni, cioè il 25,2% della popolazione. La situazione peggiora decisamente per i bambini: quelli in età prescolare a rischio povertà sono il 26,7% del totale, in aumento del 23,8% sul 2020, il peggior dato dal 1995.
Questa è lo stato attuale dell’Italia: sempre più soldi per la guerra, sempre meno per i servizi essenziali dei cittadini, come la scuola, la sanità, l’edilizia abitativa, gli stipendi, le pensioni, ecc. Ciò mentre i padroni universali portano avanti digitalizzazione, eugenetica, transumanesimo, green economy, lotta all’inesistente cambiamento climatico, carne sintetica a pranzo e scarafaggi a cena. E per finire (letteralmente) un abbagliante fungo atomico!
Il popolo però si sta svegliando, come dimostra la grande folla che ha
riempito Bologna per vedere Chiara Ferragni. Mi auguro solo che il giorno
dell’Armageddon atomico Elly Schlein indossi il più bel vestito scelto per lei
dalla sua stylist armocromista.

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