GLI STUNTMAN DELLA POLITICA

 Foto presa dalla rete.

   Riuscireste a immaginarvi un paracadutista che si lanci senza aver prima indossato il suo paracadute? O un cuoco che si metta a strogolare davanti ai fornelli, senza essersi prima infilato la sua parannanza? Sicuramente no!... sarebbe come vedere un ciclista che piglia il via senza avere inforcato la sua bicicletta... o un politico d'alto rango (leggi burattinaio) che, in procinto di fare una marachella, non abbia prima messo fuor dalla finestra un culo da infilzare ma, in questo caso, rigorosamente di qualcun altro chiamato a svolgere il ruolo della controfigura all'insaputa sia del culo che della finestra.

   Per come conosco le dinamiche politiche, e credo di conoscerle discretamente bene, quando la politica riceve l'incarico da un qualche comitato d'affari di attuare una birbonata, per prima cosa individua il capro espiatorio su cui buttare la croce addosso qualora le cose non andassero secondo i piani prestabiliti... per l'appunto, il famoso culo fuor dalla finestra.

   Per spiegarmi meglio provo a fare un par d'esempi del tutto fantasiosi. Immaginiamo che delle lobbies di potere progettino un esperimento di ingegneria sociale e genetica su larga scala, a livello addirittura globale, facendolo passare per un'emergenza sanitaria così che, con l'occasione, magari trovano anche il verso di tirarci su qualche soldo vendendo agli stati un ipotetico siero dai poteri magici e... da testare (sennò che esperimento sarebbe?)! Ma potremmo pensare anche a qualcosa di più locale, come un'operazione di speculazione finanziaria mascherata da provvedimento con scopi esclusivamente ambientalistici. In entrambi i casi, tutte le manovre annesse e connesse sarebbero (condizionale d'obbligo poiché, ricordo, siamo nel campo della fantasiah) ordinate e coordinate dalle sale dei bottoni dell'Alta Finanza dove, come moderne Re Mida, diaboliche menti s'inventano alchimie per trasformare qualsiasi cosa in oro, che sia l'ancestrale paura di morire o i rifiuti solidi urbani. Cambierebbe solo che, nel primo caso, il ruolo di controfigura potrebbe essere affidato a piccoli ministrini della salute (definizione che rasenta l'orwelliano, diversamente dovremmo parlare di Ministro della Sanità) mentre nel secondo a ingenui o ambiziosi (l'ambizione rende tutti ingenui) assessoretti all'ambiente.

   In ogni caso, il potenziale stuntman della politica, quello per capirci che deve rimanere col culo fuor dalla finestra per fare da parafulmine o, per meglio dire, da para-cetriolo ai politicanti scafati in caso di malaparata, deve dimostrare adeguatezza al ruolo con tanta, ma tanta palestra. Ma come? Per rispondervi vi chiedo di tornare nell'ambito figurativo immaginandovi una di quelle carovane da Far West, avete presente quelle con la quadriglia di cavalli e il carro coperto dal tendone bianco? Nello specifico, la quadriglia è formata dai destinatari della promessa di brillanti carriere politiche, quasi sempre in buona fede e armati di tanta buona volontà e spirito di sacrificio, che intanto però devono dar manifesta prova di devozione alla causa esponendosi in prima linea - un tempo per esempio col volantinaggio e oggi amministrando pagine social - … insomma, prima hanno da galoppare (da qui la definizione di “galoppini”) nell'illusione di raggiungere degli allori che molto probabilmente saranno nient'altro che una macchia di pungitopo. Sotto il tendone del carro, invece, ben riparati da ogni rischio di sovraesposizione, dal confronto con i cittadini e, sia mai!, pure dagli sputi e dagli insulti, ci sono i politici navigati, quelli furbi (da qui la definizione di “volponi” della politica), ma pur sempre legati a doppio filo: a monte dei loro burattini e a valle dei loro burattinai.

   In conclusione, essere bravi galoppini oggi è il miglior modo per ritrovarsi, domani, col culo fuor dalla finestra!

di Roberto Giorgetti


N.d.a.: al di là che scrivere mi diverte, questa volta spero davvero di essere utile a qualcuno... qualcuno che è ancora in tempo per capire e alzare la guardia.




Commenti

  1. Non sempre, ma spesso...
    chi il culo lo lecca, poi se lo spacca.
    Sara Lunghini

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

SONO STANCO

PUNTO DI (non) RITORNO - Prefazione di FABRIZIO BENCINI

IL CANDIDATO CHE "VINSE" DA PERDENTE