SAN VALENTINO
Oggi, San Valentino,
pensavo di pubblicare un mega-articolone che ho pronto da un po' sul redivivo
femminismo, perché certa che la Festa degli Innamorati sarebbe stata guastata
dalla solita tiritera: "Sì, vabbè, l'amore, ma 'ste violenze degli uomini
e piripì piripò", perché i femminicidi vanno messi un po' qua un po' là
come i post-it, sennò ci se ne scorda (tanto son diffusi).
Il
mio pamphlet non li nega, ma li spiegherà senza propagande: l'8 marzo.
Tuttavia, siccome non seguo tv, radio e giornali, una domanda è sorta come l'alba: "E se oggi non avessero scassato i coglioni e vado proprio io a rigirare il forchettone nella piaga?".
Oggi
è la festa di San Val
Un
dubbio atroce si è fatto strada: vedi mai che qualche femminista accanita se la
rifà con San Valentino perché scocca frecce potenzialmente femminicide? San
Valentino un serial killer! Insomma, da parlare di Cecchettin a parlare di
"cecchin" il salto è breve! (Mi permetto una simile battuta perché
credo che con quel caso specifico ci abbiano preso per il culo).
Cacchio
(esclamazione fascio-maschilista, je m'accuse)! Ci mancherebbe
questa! Devo salvare il Santo! Proteggere almeno per oggi l'idea di un amore
che sappia di abbracci e farfalle nello stomaco.
Ma
sì, oggi anche le panchine rosse non sfoggiano il colore di una lilioceris per
truci richiami a omicidi e violenze, ma per l'amore che tinge le gote degli
innamorati ai primi baci; e le scarpette rosse, come quella brutta brutta a una
rotonda di Navacchio, oggi di certo non richiamano il sangue di qualche
poveretta, ma ammiccano semmai a qualche serata piccante.
Oggi
si celebra l'armonia, l'irreprimibile calamita della duplice natura che si
attrae come Polo Nord e Polo Sud a contenere l'intera Terra e la sua fecondità.
Oggi si ricorda come fu l'amore, se è acqua passata che non torna più, oppure
ci si tuffa dentro, se ancora esso vive e palpita. Oggi non si dovrebbero fare
promesse ma vivere come se le facessimo. Oggi è un giorno di lavoro: l'amore si
nutre della stessa dedizione e fatica che si deve al lavoro; dello stesso senso
di cura con cui un artigiano produce un'opera. E chi non ha mai fatto nulla con
passione, né zappato un orto, né scritto, né cucinato un buon piatto, né
accudito un animale, semplicemente non può... amare. Credo che due anime
attratte abbiano la responsabilità, o meglio l'occasione, di un'elevazione. E
questo ha a che fare con la vita, la morte, e la vita ancora. Credo sia
qualcosa di complesso e meraviglioso che non ho ancora compreso a fondo ma mi
sto avvicinando...
Oggi
nessuna cena romantica, nessun conformismo. La stanchezza mi farà solo
desiderare il riposo in vista di un'altra giornata faticosa. Penserò a tutte
queste cose mentre i gatti mi faranno le fusa e mi perderò nei loro occhi
interrogandomi sui misteri più belli: come ogni giorno, tratterrò nel silenzio
parole d'amore sempre vive e tempi di carezze mai abbastanza vicini.
di Sara Lunghini

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