ACQUA: COSA PUBBLICA O COSA LORO?
Assodato che giuridicamente il referendum di Empoli non produrrà alcun effetto, politicamente parlando accadrà altrettanto? Cominciamo col prendere in esame alcuni numeri: sui circa 43.160 abitanti aventi diritto al voto, si sono presentati alle urne in 12.292 (affluenza pari al 28,48%) esprimendo una contrarietà al percorso intrapreso dall’Amministrazione quasi plebiscitaria. Infatti, gli 11.875 “SI’” all’abrogazione della Delibera n. 93 del Consiglio Comunale di Empoli del 18 ottobre 2022, costituiscono la rocciosa espressione di ben il 96,61% dei partecipanti; quasi inesistente l’argine a protezione delle scelte politiche, fermatosi all’irrisoria quota di 371 unità corrispondente al 3,02% dei voti validi. Irrilevanti, se non per i puristi della matematica che hanno sempre bisogno di far tornare i conti, le 46 schede non valide.
Tutto questo per dire cosa? Nulla…
non voglio dire assolutamente nulla… solo sbloccare un ricordo: l'attuale Governo
della nostra Regione regna col consenso del 25,01%* degli aventi
di diritto al voto; per contro, se valesse il principio di un solo peso e una
sola misura, l’attuale Potere empolese – se non vado errato e non me ne
vuole Gabriel García Márquez, in perfetta continuità con L’Amministrazione
ai tempi della delibera - schiacciato da un macigno del 96,61% di
contrari alla sua linea politica, che dovrebbe fare? Forse fare cartella e
tornare a casa?
Ho capitooo… e c’è il quorumme…
infatti, l’ho premesso che il referendum di Empoli, eccezion fatta per quelli
politici che mi auguro devastanti, non produrrà effetti… e allora, a beneficio
degli smemorati seduti sulle comode poltrone, vi sblocco un altro ricordo: il
12 e 13 giugno del 2011 il Popolo sovrano, riguardo al servizio idrico
pubblico, si è già espresso e in quell’occasione con un referendum a prova di
quorum: l’affluenza fu del 54,82% mentre il risultato fu a prova di bomba, con
il 95,80% dei votanti che si espresse inequivocabilmente a favore dell’acqua
pubblica.
Io sono stanco di vedere la Cosa
pubblica gestita come se fosse cosa loro; e voi?
di Roberto Giorgetti
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