NEL NOME DEL VINO... (e col suo spirito) - Prefazione di Rosanna Franceschina
Leggere Roberto Giorgetti è guardare la vita che scorre attraverso vetri sottili; sporgersi un attimo dalla finestra che si affaccia sulla strada dove i fatti quotidiani corrono uguali nella sostanza a quelli già visti.
Le scene raccontate sono attuali e allo stesso tempo tinte di una muffa antica mai spazzata via dal progresso e dalla conoscenza. Pare che l'essere umano abbia sempre bisogno di sbagliare le stesse cose, imparando troppo poco per migliorare fino in fondo come ci si aspetterebbe da un'entità intelligente.
Le storie d'amore che Roberto racconta sono spesso figlie di una narrazione più grande di loro stesse e, anche in questo racconto, la trama che lega i personaggi ha un substrato da cui fanno capolino altri racconti.
Si parla di amore sotto forme diverse di intendimento. L'amore per la scoperta, per il futuro, per la terra e per il vino, le cose vere che si toccano e quelle intangibili quali i sentimenti e le idee. L'amore per la storia e le storie che ne formano il tessuto originale sono le caratteristiche che avvolgono i progetti letterari di Roberto.
Si leggono certezze documentate che in fondo l’autore non sente invece per i sentimenti. Sempre alla ricerca di una solidarietà e di una coscienza universale che non trova, si attacca alle sue idee radicate di socializzazione e crede nella gente. Quella gente che presenta sotto varie forme, senza mai specificare i dettagli che lascia intuire al lettore. Incerto pure lui sulla vera natura.
Roberto ha mille dubbi e spesso ci incontriamo negli scontri di visione o anche semplicemente sulla costruzione di una frase, ma forse è proprio questo che ci unisce e che ci fa sostenere la nostra parte nello scrivere confrontandoci: il solo mezzo che entrambi abbiamo per crescere nel presente e nel futuro.
di Rosanna Franceschina

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