M'ASTENGO O NON M'ASTENGO?
M'astengo o non m'astengo? È questo il dilemma? Direi proprio di no! Ma proviamo a farci un ragionamento su quello che si è rivelato essere non solo il protagonista, ma addirittura il vero vincitore assoluto della tornata elettorale appena conclusa: sua maestà l'Astensionismo! Cominciamo col dire che una quota compresa entro il dieci, massimo quindici percento, può essere accettata come fisiologica, imputabile in parte alla superficialità di chi non ha capito che se non si occupa della politica, sarà la politica a occuparsi di lui. L'altra parte è riconducibile agli impedimenti oggettivi per problemi di mobilità, lontananza geografica dal seggio e disturbi cognitivi. E fin qui non c'è nulla di cui allarmarsi. I problemi insorgono quando la quota di riluttanza al voto interessa fra i quindici e i trenta elettori ogni centinaio. In questo caso la sorgente dell'astensionismo si sposta dall'elettorato alla classe politica, arroccata sempre più in un mondo a s...