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LA RICOSTRUZIONE DI PARIGI... E DELL'UOMO.

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  LA RICOSTRUZIONE DI PARIGI (ai tempi della presente guerra) Cronaca di Paolo Gera (Transeuropa Edizioni - 2023)  Abbiamo incontrato Paolo con la presentazione de "I miei passi": poesie di Alessandra Gasparini. Ne è nato un confronto proficuo di esperienze di resistenza. Uno scambio giocato sul ritmo variabile dei versi, della prosa e su quello, iconico, di "Danser encore". ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤  La brossura, sobria, col titolo defilato in alto, mi ricorda quella dei testi, discreti ed argomentativi, spesso filosofici, degli anni 70-80: le immagini hanno rifuggito la copertina per annidarsi nelle parole.  Non è un saggio, ma ne ha la valenza. Non è poesia, ma ne ha la "grave levità". Non è una guida, ma si conosce Parigi. Non è un diario ma il flusso è quello immediato della coscienza, con i suoi rimandi e le sue tessiture. Non è una biografia, ma Paolo Gera si svela. Soprattutto svela come i "tempi della presente guerra" siano u...

NOI CI SIAMO... E QUALCUNO CI SEGUE!

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  Io li capisco... io li capisco quelli che temono la Libertà di pensiero e di espressione; quelli che perdono le staffe, ci additano come "gentaglia" e ventilano intimidazioni che non stanno né in cielo né in terra. Che abbiano il carbone bagnato ? Non lo so; non sta a me dirlo e non mi permetto nemmeno di pensarlo, ma evitentemente il nostro ronzio un po' di fastidio deve darglielo. Io li capisco perché, se finora potevamo avvalerci solo della forza dei ragionamenti logici, della coerenza e della ferma convinzione in ciò che facciamo e nelle battaglie che portiamo avanti, adesso iniziamo ad averci anche quella "visibilità" che ci mancava, utile alla diffusione delle nostre attività e alla circolazione delle riflessioni rigorosamente indipendenti che sviluppiamo. Uno dei nostri ultimi video ha avuto oltre 3.000 visualizzazioni direttamente dal nostro Canale YouTube e, considerate le dimensioni del gruppo, sarebbero già esageratemente tante, non fosse che è stat...

M'ASTENGO O NON M'ASTENGO?

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  M'astengo o non m'astengo? È questo il dilemma? Direi proprio di no! Ma proviamo a farci un ragionamento su quello che si è rivelato essere non solo il protagonista, ma addirittura il vero vincitore assoluto della tornata elettorale appena conclusa: sua maestà l'Astensionismo! Cominciamo col dire che una quota compresa entro il dieci, massimo quindici percento, può essere accettata come fisiologica, imputabile in parte alla superficialità di chi non ha capito che se non si occupa della politica, sarà la politica a occuparsi di lui. L'altra parte è riconducibile agli impedimenti oggettivi per problemi di mobilità, lontananza geografica dal seggio e disturbi cognitivi. E fin qui non c'è nulla di cui allarmarsi. I problemi insorgono quando la quota di riluttanza al voto interessa fra i quindici e i trenta elettori ogni centinaio. In questo caso la sorgente dell'astensionismo si sposta dall'elettorato alla classe politica, arroccata sempre più in un mondo a s...

Perché NON voto alle Europee

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   Il mio non è disinteresse: lo prova l'impegno, con LIBER-ALITER, a indagare e spiegare la realtà geopolitica e sostenere un'idea diversa di Italia. Nardella, lanciato verso una poltrona a Bruxelles, si è affrettato a specificare che l'Italia, senza Unione Europea, è niente. Questa è la capacità di valutazione dei nostri politici! Per lui l'Italia è così debole da avere bisogno della stampella dell'Unione Europea. Per me, che a differenza di Nardella so quali spinte oppressive hanno alimentato la creazione dell'U.E., l'Italia è così forte che serviva, anziché una gruccia, un bastone tra le ruote. Che poi dalle ruote sia entrato dolorosamente anche da qualche altra parte lo possiamo constatare ogni giorno di più.   L'America ci definisce " alleati" ma ci considera rivali , probabilmente assieme a tutto il resto del mondo.  L'Unione Europea è perciò quello strumento di oppressione economica che fa buttare via il latte agli allevatori...

LA CONTRADDIZIONE DEL DOPPIO VOTO

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Votare sia per le Amministrative che per le Europee è una contraddizione e vi spiego le mie ragioni. Quante volte, tutti noi, abbiamo ascoltato i politici giustificarsi per qualche loro nefandezza con la frase "Ce lo chiede l'Europa"? Da tale giustificazione si evincono due cose: a) l'UE impone al ceto politico nazionale decisioni sconvenienti per i cittadini; b) i politici nazionali non sono liberi di agire nell'interesse esclusivo della cittadinanza, che invece dovrebbero rappresentare e tutelare. Dunque, che senso ha eleggere un'amministrazione locale, deputata a conoscere i bisogni e i problemi specifici del territorio, sapendo che poi potrà solo eseguire ordini ricevuti da un'entità superiore e nel contempo, col proprio voto, legittimare l'autorità di quest'ultima che del territorio non sa nulla? Chiediamocelo: che senso ha? Ecco quindi perché parlo di contraddizione: o riconosci l'autorità dell'UE e quindi diventa inutile il tuo v...

LA FAVOLA DEL REDDITOMETRO (05 febbraio 2013)

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Prendendo a pretesto il Redditometro, partiti che fanno parte dello stesso schieramento (anche perché altri non ce ne sono), fingono di trovarsi in disaccordo su qualcosa... così, tanto per tenere artificialmente in vita una campagna elettorale clinicamente morta.  Intanto qualcuno, con un racconto di "fantasia" scritto nel febbraio del 2013 (ripreso con una nota risalente all'agosto dello stesso anno) e pubblicato in una raccolta uscita il 4 ottobre del 2015, tentava di accendere fin da allora l'attenzione sui pericoli di quell'abuso di potere che sta tornando di attualità. Purtroppo, nell'indifferenza dei più sguzza l'arroganza della politica, la quale approfitta del fatto che quelli con la "vista più lunga" finiscono spesso per essere anche i meno ascoltati... e sennò la censura a cosa servirebbe?  La favola del redditometro. Questa storia è puro frutto della mia fantasia. Si svolge in una grande città del sud Europa, per l’esattezza in un ...

L'APPARTENENZA INGANNA

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La partenza è stata fiacca, ma anche a Lastra a Signa sembra che finalmente la campagna elettorale per le elezioni amministrative di questo freddo e cupo 2024, entri nel "vivo delle trattative". E visto quello che è successo durante la legislatura terminale (in tutti i sensi), la parola trattativa suona certamente più appropriata di competizione, non foss'altro per il fatto che il mordente dell'opposizione è stato talmente inconsistente da farla rubricarla come non perveuta e, al tempo stesso, far sembrare il tutto come un'unica grande e conviviale maggioranza. Steso un velo di pietà su ciò che fortunatamente sta diventando passato, possiamo aprirci alle prime considerazioni sulla querelle elettorale. La squadra più agguerrita, contrariamente a come suggerirebbe la logica che la vorrebbe a giocare di difesa, è la detentrice dello scettro (nervosismo?), mentre le sfidanti tardano a tirar fuori la verve. Che non ce l'abbiano? Eppure, se solo ci credessero, ...